venerdì 25 luglio 2008

L’obbligo scolastico

Dopo qualche giorno di assenza dovuto a problemi con la connessione ad Internet, torno a postare a proposito di una notizia di questi giorni, probabilmente passata un po' defilata, ma non per questo poco importante, anzi... Con un emendamento al decreto 112 relativo alla Finanziaria, il governo Berlusconi riabbassa l'obbligo scolastico, facendolo scendere da 16 a 14 anni di età. Tutto questo in controtendenza rispetto a quello che dovrebbe essere l'obiettivo dello Stato, ovvero fare in modo che il maggior numero possibile di cittadini raggiunga il diploma.

Sono da sempre convinto che l'obbligo scolastico vada, al contrario, alzato, o meglio "cambiato". Cioè: al posto che mettere una certa età da raggiungere, sarebbe meglio porre un livello minimo a cui sia obbligatorio arrivare: nello specifico tale livello potrebbe essere il completamento (con relativa promozione) della IV superiore. Ogni studente sarebbe quindi obbligato ad arrivare a finire la IV superiore, indipendentemente dalla propria età.

Con le norme attuali ci sono infatti parecchi studenti che, avendo già deciso di abbandonare la scuola una volta espletato l'obbligo, non studiano e si fanno così bocciare anche più volte, "fregandosene" di imparare qualcosa. Con questa proposta, invece, tutti sarebbero obbligati a studiare per raggiungere appunto almeno la IV superiore, ed arrivare così ad un livello di istruzione accettabile, per essere più preparati e più consapevoli di quello che accade nel mondo.

Una volta introdotta questa legge si potrebbe fare addirittura un'altra riforma radicale che ho sempre immaginato: subordinare il diritto di voto all'aver espletato l'obbligo scolastico, in modo da far votare soltanto chi ha una certa formazione e può così dare un giudizio consapevole sull'operato dei politici e sulle varie proposte, e non votare solo per sentito dire, o peggio, a caso.

4 commenti:

Peppo ha detto...

16 anni non aveva senso

o metti 14 anni (fine terza media)
o metti 19 anni (maturità)

che senso ha smettere a metà?

sulla cosa del voto, fai conto che io imporrei la patente per votare, con un esame teorico esattamente come quello per guidare, che almeno renderebbe più sensata quella vaccata che è la democrazia

Tommy ha detto...

beh, secondo me è sempre meglio smettere a metà che niente..
per la storia del voto sarei d'accordo con te, alla fine l'idea è più o meno come la mia: devi conoscere almeno un pò di quello che succede per poter votare con coscienza; poi come applicare quest'idea si può discutere...

silvia ha detto...

19 anni mi sembrano decisamente troppi: nobile l'intento di acculturare il paese, ma penso che qualche anno in più o in meno a fare da soprammobile in un'aula abbia le stesse ricadute culturali di un corso di tango.

Per migliorare il livello generale, non bisogna costringere anche un aspirante elettricista a fare il liceo. Bisogna migliorare la scuola, e poter stare tranquilli che chi ha superato un certo livello abbia una preparazione decorosa.
(Fosse facile!D'accordo, ma almeno qualche tentativo..)

Un aspirante idraulico sedicenne guadagnerebbe poco in qualche anno in più con lo sguardo perso nel vuoto davanti a una lavagna. Non c'è niente di svilente nei lavori manuali, e se un ragazzo preferisce riparare lavatrici fare l'impiegato, meglio che impari quello.
Anche perchè la mia si è rotta e non trovo un cane che la ripari!

Tommy ha detto...

Silvia, la mia idea non obbligava a fare il liceo, ci mancherebbe, ma a espletare comunque l'obbligo in una qualsiasi scuola superiore, comprese quelle professionali (esistono anche quelle per elettricisti, per muratori, ecc.).